domenica 12 luglio 2009

Lentamente muore la legalità


Servizio di Pino Finocchiaro

Dal notiziario delle 21 del Tg di Rai News 24 file://www.rainews24.it/

Il gip del tribunale di Napoli, Sergio Marotta, ha denunciato di aver subito pressioni da una collega per prosciogliere l'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Gli atti sono stati trasferiti alla procura di Roma competente nelle indagini sui giudici di Napoli. L'on. Mastella, eurodeputato del popolo della libertà, raggiunto al telefono ha detto di non voler commentare la vicenda.

Tutto comincia con l'inchiesta sull'Udeur campano e sul controllo di appalti pubblici che coinvolge anche Mastella e la moglie, Sandra Lonardo. Oltre che per loro il pm, Francesco Curcio, ha chiesto il rinvio a giudizio per una ventina di persone. Sull'onda dell'inchiesta, era il gennaio del 2008, Mastella si dimise da ministro della Giustizia provocando la caduta del governo Prodi.
Secondo il giudice Marotta, una collega, il cui nome è agli atti dell'inchiesta, gli avrebbe chiesto di incontrarsi. In effetti si videro nella cittadella della giustizia del centro direzionale di Napoli, il 2 luglio scorso, poco dopo le otto del mattino.

Subito dopo Marotta salì al quindicesimo piano del palazzo, nel suo ufficio, e scrisse una relazione dettagliata nella quale accusa la collega di avergli detto, testualmente «So che sei il gup di Mastella, ti chiedo di proscioglierlo, di archiviare almeno la sua posizione. Potrebbe tornarti utile per la carriera, magari dinanzi al Csm».

L'esposto del giudice Marotta oltre che ai suoi superiori è stato indirizzato al Csm.
Un brutto clima attanaglia il palazzo di giustizia di Napoli. Il giudice Marotta ha denunciato due episodi di danneggiamento alla sua auto, uno dei quali ha provocato un incidente che poteva avere serie conseguenze. L'auto di un altro gip, una donna, è stata data alle fiamme con una molotov nella notte tra il 7 e l'8 luglio. Episodi che appaiono comunque riconducibili alle indagini contro la camorra.


pinofinocchiaro@iol.it

sabato 11 luglio 2009

Sciopero delle Ferrovie

La crisi globale tende i rapporti industriali nelle aziende italiane. Gli scioperi e le contestazioni si infiammano già d'estate.

La Sardegna è scesa in piazza perché teme il disimpegno di grandi aziende come l'Eni e l'ulteriore drammatica perdita di posti di lavoro.

Gli operai dello stabilimento siciliano Fiat di Termini Imerese nei giorni scorsi sono andati al ministero dello Sviluppo Eoonomico. Non concordano per niente con la prospettiva di chiudere la linea di produzione veicoli entro i prossimi tre anni. Vogliono capire cosa vuol fare Marchionne di loro.

Alcune aree del nostro paese sono meno appetibili al mercato e rischiano di essere escluse dallo sviluppo che pur ci sarà.

Protestano i vigili del fuoco, autentici eroi dei soccorsi e della ricostruzione all'Aquila, che non hanno ottenuto lo status e gli strumenti che chiedevano. Protestano gli agenti penitenziari per il sovraffollamento nelle carceri.

Resta aperto il tema della sicurezza dei trasporti tragicamente riemerso con la strage di Viareggio e i suoi 24 morti. // Scioperano per 24 ore i macchinisti dei sindacati autonomi Orsa e Cub, dalle 21 di stasera alle 21 di domani, domenica. // Scioperano, appunto, per la sicurezza, dopo le tragedie di Crevalcore e Viareggio, contestano l'istituzione del macchinista unico.

Le ferrovie hanno assicurato che verrano garantiti alcuni convogli a media e lunga percorrenza. Per informazioni si può contattare il numero verde 800.892021 oppure il sito internet, ferroviedellostato.it.