La crisi globale tende i rapporti industriali nelle aziende italiane. Gli scioperi e le contestazioni si infiammano già d'estate.La Sardegna è scesa in piazza perché teme il disimpegno di grandi aziende come l'Eni e l'ulteriore drammatica perdita di posti di lavoro.
Gli operai dello stabilimento siciliano Fiat di Termini Imerese nei giorni scorsi sono andati al ministero dello Sviluppo Eoonomico. Non concordano per niente con la prospettiva di chiudere la linea di produzione veicoli entro i prossimi tre anni. Vogliono capire cosa vuol fare Marchionne di loro.
Alcune aree del nostro paese sono meno appetibili al mercato e rischiano di essere escluse dallo sviluppo che pur ci sarà.
Protestano i vigili del fuoco, autentici eroi dei soccorsi e della ricostruzione all'Aquila, che non hanno ottenuto lo status e gli strumenti che chiedevano. Protestano gli agenti penitenziari per il sovraffollamento nelle carceri.
Resta aperto il tema della sicurezza dei trasporti tragicamente riemerso con la strage di Viareggio e i suoi 24 morti. // Scioperano per 24 ore i macchinisti dei sindacati autonomi Orsa e Cub, dalle 21 di stasera alle 21 di domani, domenica. // Scioperano, appunto, per la sicurezza, dopo le tragedie di Crevalcore e Viareggio, contestano l'istituzione del macchinista unico.
Le ferrovie hanno assicurato che verrano garantiti alcuni convogli a media e lunga percorrenza. Per informazioni si può contattare il numero verde 800.892021 oppure il sito internet, ferroviedellostato.it.
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