domenica 15 novembre 2009


Abusivismo di Stato alla Foce del Simeto


Il WWF plaude all'intervento dei Carabinieri


Di Pino Finocchiaro*


*Referente Territorio WWF Sicilia


I Carabinieri del Nucleo Operativo di Catania, sezione specializzata neireati contro la pubblica amministrazione, sono intervenuti sui cantieri chestanno devastando l'habitat naturale del Paradiso degli Aranci e lungol'argine del canale Buttaceto.


Bene, i carabinieri stanno raccogliendo tutta la documentazione checonsentirà alla Magistratura, al Servizio di Conservazione della Natura delMinistero dell'Ambiente e se necessario alla Corte di Giustizia Europea divalutare la fondatezza della denuncia portata avanti con un atto di formalediffida dal WWF Italia.


Abbiamo pienamente espresso il nostro parere e lo ribadiamo, spendere soldidella Regione Siciliana e della Comunità Europea per offendere l'ambientenaturale di una riserva sottoposta a vincolo regionale e per buona parte avincolo comunitario ZPS (Zona a protezione speciale) non solo è un paradossointollerabile costituisce abusivismo di stato.Avevamo chiesto le ruspe alla Foce del Simeto per abbattere edifici abusivi.


Invece, quelli restano intatti, a migliaia; le ruspe scavano in profonditàuna ferita, asportano sabbia, uccidono esseri viventi di un raffinato edelicato biotopo, cancellano ulivi in barba al D.L.475 del 1945, rendonolegna da ardere agrumeti ancora vivi, vegeti e produttivi. Nessun rispettoper questi alberi, nessun tentativo di salvarli e delocalizzarli: solo ruspee motoseghe.


Il canale scolmatore è un'opera inutile, restiamo fermi nella nostraopinione, perché: o porta acqua depurata utilizzabile per l'irrigazione enon ha senso buttarla in mare visto la sete che attanaglia la Sicilia;oppure porta liquami e questo non possiamo consentire che accada proprionello specchio di mare che lambisce una riserva naturale di quasi 1.800ettari, una preziosa zona umida, un singolare biotopo dove incontriamospecie a rischio come il falco di palude.


E' evidente che le alternative esistono, casse di espansione, laghetticreati con criteri di ingegneria naturalistica. Se proprio i progettistiavessero sofferto di cementofilia e non fossero riusciti a staccarsi dalloro tubo, quantomeno avrebbero potuto far correre l'inutile condotta lungola SS 114 penetrando poi solo per un breve tratto nella zona del Paradisodegli Aranci: intervento che comunque non condividiamo ma che sarebbe valsoa salvare gli ulivi e a non intaccare l'argine del Buttaceto.


L'intervento sull'argine del Buttaceto ha prodotto la distruzione dellaflora e delle sue radici che rendevano solido il terrapieno su qualepoggiava l'argine. E' stato asportato terreno sedimentato nei lustri conmateriale che richiederà decenni affinché si ricompatti nuovamente.


Inoltre, è stato introdotto un corpo estraneo, vuoto al suo interno, che certo nonagevola la resistenza ai fenomeni alluvionali. Adesso, l'argine è piùdebole.


Le nostre opinioni sono confortate da una lettera che il dott. AldoCosentino, direttore generale del Servizio Conservazione Natura delMinistero dell'Ambiente ha inviato pochi giorni fa, il 3 ottobre 2000,all'assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana in merito aduna vicenda di sbancamenti avviati in territorio di Trapani per un'operadestinata alla Difesa nazionale.Aldo Cosentino ha ricordato tra l'altro che: ".l'articolo 1, comma 4 delD.P.R. 12 aprile 1998 prevede che siano assoggettati alla procedura diValutazione di Impatto Ambientale tutti i progetti di cui all'allegato B delD.P.R. medesimo che ricadano, anche parzialmente, all'interno di areenaturali protette".


Inoltre, ha spiegato il direttore generale del SCN del Ministerodell'Ambiente: "la valutazione di incidenza ambientale deve essereeffettuata per l'individuazione e valutazione dei principali effetti che ilprogetto può avere sulla ZPS, (articolo 5, comma 2 del DPR 357/97); taledisposizione implica che un progetto può avere ripercussioni su una ZPSanche se lo stesso ricade all'esterno del perimetro della ZPS medesima". Il dott. Aldo Cosentino infine ha precisato che "in caso di inosservanzadella normativa comunitaria, la Comunità Europea ha facoltà di aprire unaprocedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano". Lasciamo agli altri commenti e polemiche, noi del WWF ITALIA citiamo atti e dati di fatto.


- Pino Finocchiaro -




Catania, lunedì 9 ottobre 2000


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sabato 8 agosto 2009

Odissea ferrovie italiene


di Pino Finocchiaro


E' uno sporco affare quello delle pulizie sui treni. E' un problema serio, di sicurezza reale per chi viaggia nel mese di agosto, italiani e stranieri. Da un lato la protezione civile incoraggia i cittadini a preferire il treno all'auto per evitare gli ingorghi. Ma i viaggiatori trovano ancora gran parte dei treni sporchi, imbrattati, al di là di un fenomeno di inciviltà perché si tratta di autentici sabotaggi da parte di chi vorrebbe riproporere il tema dell'emergenza per tornare ai soliti noti che manovrano gli appalti attorno a intercity ed eurostar.


L'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, dice "Basta appalti oscuri, ora treni più puliti. In un'azienda normale la pulizia non dovrebbe essere un problema". E denuncia: "pagavamo per 12 mila addetti, lavoravano in 6 mila. Si tratta di un mondo non chiaro, dove prosperavano i subappalti, magari anche il lavoro nero". Moretti avverte: "si mettano l'anima in pace indietro non si torna".


Finite le ferie d'inferno per chi ama, nonostante la sporcizia, continuare i suoi viaggi in treno si riapre il doloroso capitolo dei pendolari. Moretti ammette : "Nelle aree metropolitane e nelle ore di punta la nostra offerta di spazio è inferiore anche del 50 per cento rispetto alla domanda".


L'ad del gruppo Fs annuncia investimenti per "2 miliardi per i pendolari, compresi 500 milioni che il governo ci ha assicurato. Compreremo 150 locomotive e carrozze a due piani. Treni che potranno trasportare 1.500 persone relativamente comode". Infine Moretti, dice "le Regioni vogliono i treni nuovi? Vogliono l'aria condizionata? E' semplice: paghino di piu"'.

Intanto pagano, i viaggiatori...

domenica 12 luglio 2009

Lentamente muore la legalità


Servizio di Pino Finocchiaro

Dal notiziario delle 21 del Tg di Rai News 24 file://www.rainews24.it/

Il gip del tribunale di Napoli, Sergio Marotta, ha denunciato di aver subito pressioni da una collega per prosciogliere l'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Gli atti sono stati trasferiti alla procura di Roma competente nelle indagini sui giudici di Napoli. L'on. Mastella, eurodeputato del popolo della libertà, raggiunto al telefono ha detto di non voler commentare la vicenda.

Tutto comincia con l'inchiesta sull'Udeur campano e sul controllo di appalti pubblici che coinvolge anche Mastella e la moglie, Sandra Lonardo. Oltre che per loro il pm, Francesco Curcio, ha chiesto il rinvio a giudizio per una ventina di persone. Sull'onda dell'inchiesta, era il gennaio del 2008, Mastella si dimise da ministro della Giustizia provocando la caduta del governo Prodi.
Secondo il giudice Marotta, una collega, il cui nome è agli atti dell'inchiesta, gli avrebbe chiesto di incontrarsi. In effetti si videro nella cittadella della giustizia del centro direzionale di Napoli, il 2 luglio scorso, poco dopo le otto del mattino.

Subito dopo Marotta salì al quindicesimo piano del palazzo, nel suo ufficio, e scrisse una relazione dettagliata nella quale accusa la collega di avergli detto, testualmente «So che sei il gup di Mastella, ti chiedo di proscioglierlo, di archiviare almeno la sua posizione. Potrebbe tornarti utile per la carriera, magari dinanzi al Csm».

L'esposto del giudice Marotta oltre che ai suoi superiori è stato indirizzato al Csm.
Un brutto clima attanaglia il palazzo di giustizia di Napoli. Il giudice Marotta ha denunciato due episodi di danneggiamento alla sua auto, uno dei quali ha provocato un incidente che poteva avere serie conseguenze. L'auto di un altro gip, una donna, è stata data alle fiamme con una molotov nella notte tra il 7 e l'8 luglio. Episodi che appaiono comunque riconducibili alle indagini contro la camorra.


pinofinocchiaro@iol.it

sabato 11 luglio 2009

Sciopero delle Ferrovie

La crisi globale tende i rapporti industriali nelle aziende italiane. Gli scioperi e le contestazioni si infiammano già d'estate.

La Sardegna è scesa in piazza perché teme il disimpegno di grandi aziende come l'Eni e l'ulteriore drammatica perdita di posti di lavoro.

Gli operai dello stabilimento siciliano Fiat di Termini Imerese nei giorni scorsi sono andati al ministero dello Sviluppo Eoonomico. Non concordano per niente con la prospettiva di chiudere la linea di produzione veicoli entro i prossimi tre anni. Vogliono capire cosa vuol fare Marchionne di loro.

Alcune aree del nostro paese sono meno appetibili al mercato e rischiano di essere escluse dallo sviluppo che pur ci sarà.

Protestano i vigili del fuoco, autentici eroi dei soccorsi e della ricostruzione all'Aquila, che non hanno ottenuto lo status e gli strumenti che chiedevano. Protestano gli agenti penitenziari per il sovraffollamento nelle carceri.

Resta aperto il tema della sicurezza dei trasporti tragicamente riemerso con la strage di Viareggio e i suoi 24 morti. // Scioperano per 24 ore i macchinisti dei sindacati autonomi Orsa e Cub, dalle 21 di stasera alle 21 di domani, domenica. // Scioperano, appunto, per la sicurezza, dopo le tragedie di Crevalcore e Viareggio, contestano l'istituzione del macchinista unico.

Le ferrovie hanno assicurato che verrano garantiti alcuni convogli a media e lunga percorrenza. Per informazioni si può contattare il numero verde 800.892021 oppure il sito internet, ferroviedellostato.it.

venerdì 13 marzo 2009

Care colleghe, cari colleghi,
passato l'8 marzo, rimangono tutti gli altri giorni dell'anno.
Come ha detto il presidente Napolitano "restano molte ombre sulla strada della parità" tra donne e uomini.
Una strada sulla quale si fanno e si rischiano passi indietro:
- il Governo ha finanziato la detassazione degli straordinari anche con i fondi destinati ai Centri Antiviolenza;
- ha annullato la norma contro le dimissioni in bianco (art.39 comma 10, lettera 1, D.Lgs. 112/2008);
- sta discutendo l'innalzamento dell'età pensionabile e la cancellazione del divieto di lavoro notturno per le gestanti e fino al primo anno del bambino.
Passi indietro che riguardano tutte le lavoratrici, anche le donne e le giornaliste della Rai. Per quello che ci riguarda più da vicino, molto rimane da fare sul versante delle Pari Opportunità.
Un contributo e uno spazio per la riflessione e l'elaborazione d'idee ci viene dal Copeam (Conference permanente de l'audiovisuel mediterraneen), che ha aperto un blog dedicato alle donne.
La responsabile, Loredana Cornero, che lavora alle Relazioni Istituzionali e Internazionali della Rai, ci invita a partecipare. Vi allego la sua lettera.
Un saluto, Maxia Zandonai - delegata per le P.O.- Usigrai


Care amiche, in occasione dell'8 Marzo - Giornata Internazionale della Donna,

la COPEAM www.copeam.org apre uno spazio di dialogo,
scambio e creatività in un blog dedicato a tutte le professioniste del settore audiovisivo della regione Euro-Med.

Se desiderate partecipare a questa iniziativa, inviateci una mail di richiesta per ottenere i dati d'accesso al blog e cominciare subito a scrivere!
In attesa di incontrarvi presto sul blog a questo indirizzo:

http://www.copeam.org/commission.aspx?ln=fr&id=16&cm=8

A presto, Loredana Cornero Presidente del Gruppo Donne della COPEAM

I media, specchi che deformano la realtà femminile? Felice di esser donne con la voglia di portare uno sguardo femminile sul mondo


Care amiche come presidente del Gruppo donne della Copeam mi fa piacere inaugurare il nostro blog con una riflessione sulla possibilità di cambiare il punto di vista dell’informazione con uno sguardo femminile sul mondo che ripristini pari rappresentanza e completezza.

La televisione troppo spesso è uno “specchio deformante la realtà”: le donne ci sono ma restano invisibili o, peggio, mal rappresentate. Nei nuovi media la scommessa di diffondere tramite la rete una cultura che valorizzi il genere femminile e garantisca al contempo maggior democrazia e trasparenza, stimola tutte noi, e soprattutto le nuove generazioni, a partecipare a tutti gli effetti alla società dell’informazione.

Il divario digitale di genere si va via via colmando, le potenzialità comunicative offerte dalla rete ben si adattano alle capacità delle donne ad intrattenere relazioni.

Ma esiste anche qui un problema di rappresentanza femminile e di autorevolezza della voce delle donne. Non si tratta solo di garantirne l’accesso, ma di assecondarne sempre più la partecipazione: le donne usano la rete, ne sono buone consumatrici, ma sono ancora poco produttrici. Siamo consapevoli che è importante modificare il linguaggio di comunicazione se si vuole superare il gender digital divide.

I blog delle donne sono tanti e per il modo in cui stanno contagiando di significati e codici di linguaggio differenti la rete dovrebbero essercene tanti di più. E’ per questo che apriamo questo nuovo blog. Per sentire la voce di tutte noi e per farci sentire. Per riconoscerci e per incontrarci.

A voi la parola e benvenute.

Loredana Cornero

Presidente Gruppo Donne COPEAM


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Il maestro, Totò